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VOX POPULI ?

  • 02spiblo02
  • 5 mag 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

C’è un filo comune lega il movimento di ultradestra tedesco AFD, Marine Le Pen e Georgescu. Tutti e tre sono stati oggetto di indagini e, i primi due, di processi che hanno fatto gridare allo scandalo. Proviamo a vedere i fatti. Calin Georgescu, dopo anni di politica di apparato ( è stato anche rappresentante all’ONU) è stato folgorato sulla via di Mosca, ha svoltato decisamente a destra e,accompagnato da una martellante campagna social e supportato da fiumi di denaro,  ha vinto le presidenziali del novembre 2024. La vittoria è stata revocata in seguito ali mancati chiarimenti sulle fonti di finanziamento della sua campagna, ai sospetti di sostegni illeciti degli apparati russi, nonché per il revisionismo apertamente professato che lo ha portato a riabilitare pubblicamente figure legate al collaborazionismo coi nazisti. Un mix, facilmente rilevabile in maniera oggettiva, di acceso nazionalismo,  anti-europeismo di fondo,  forte attrazione verso il leaderismo alla Putin ( più volte elogiato), utilizzo della religiosità come leva, negazione della guerra in Ucraina e del Covid-19. In sintesi un progetto politico per l’autocrazia. A fine aprile un tribunale d’appello rumeno ha sospeso l’attuazione della sentenza della Corte Costituzionale che aveva escluso Georgescu dalle elezioni del 4 maggio, una decisione destinata a non impattare nella vicenda elettorale sia per i tempi in cui è maturata sia per l’esito del voto ma che dimostra l’importanza del bilanciamento e del controllo reciproco tra i poteri in una democrazia.  Se il governo fosse stato già in mano agli autocrati, per i quali tutto ciò che a loro si oppone non conta, sarebbe potuto accadere ? Le Pen: la sua condanna è relativa al reato di appropriazione indebita di qualche milione di euro di fondi europei. Il motivo della condanna non è mai stato messo in discussione né da lei né dai suoi,  anche perché nel corso della lunga vicenda processuale ci sono state ammissioni di responsabilità da parte degli indagati. Qui lo scandalo sarebbe costituito dalla misura aggiuntiva che condanna Le Pen a cinque anni di ineleggibilità, facendole dunque perdere l’appuntamento tanto atteso delle presidenziali del 2027. Non serve ricordare che è stata la stessa Le Pen a reclamare, fin dal 2013, pene più severe per i reati commessi da politici, (ciò che si è tradotto nella legge Sapin II che prevede l’applicazione della misura di ineleggibilità per il reato di appropriazione indebita di fondi pubblici commesso da funzionari eletti) perché la regola è che le misure restrittive, al pari dei principi etici,  valgono per gli “altri” ma non per i portatori del nuovo verbo. Ora:  anche volendo mettere in dubbio l’opportunità della misura cautelativa applicata, è normale pensare di sostenere ed eleggere una persona che, indiscutibilmente, ha commesso il reato di appropriazione indebita ? Non dovrebbe chi aspira alla massima carica elettiva in Francia essere al di sopra di ogni sospetto ? Infine  AFD. I servizi segreti tedeschi hanno concluso una indagine durata quattro anni sul movimento di estrema destra concludendo che “Afd considera cittadini tedeschi di origine migratoria che provengano da Paesi musulmani indegni di essere parte del popolo tedesco, che viene definito attraverso l’appartenenza etnica” e che nelle dichiarazioni di alcuni suoi esponenti si ravvisano la violazione del principio della dignità umana ed espressioni razziste e discriminatorie. Qui quel che stupisce è che per accertare la natura del movimento di Weidel ci siano voluti quattro anni. Ascoltare qualche comizio poteva essere sufficiente a rivelarne la natura.  Razzismo e discriminazione: sarebbe questo il futuro? Gli alti lai che sono stati lanciati al cielo dai paracliti dell’estrema destra mondiale dimostra una volta di più la deriva del populismo. Non più solo un modo di blandire “la pancia” dell’elettorato, ma  la teorizzazione sempre più compiuta  del concetto secondo il quale l’investitura data dal voto e dal consenso ( comunque ottenuto, magari anche con la violenza) dia diritto a tutto pretendere e di nulla rispondere. Una teoria spacciata attraverso la semplificazione elevata a chiave di interpretazione di ogni fenomeno.  All’inizio del XX secolo il giornalista americano Henry Louis Mencken avvisava che “«Per ogni questione complessa, c’è sempre una risposta che è semplice, persuasiva e sbagliata». Verso la fine del medesimo millennio profetizzava Nanni Moretti “Continuiamo così, facciamoci del male”.


 
 
 

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