POESIA ANTAGONISTA
- 02spiblo02
- 3 giorni fa
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Allora c’è un modo per aggirare la tenaglia che i manipolatori ci vogliono stringere addosso sfruttando le mirabolanti progressioni dell’Intelligenza artificiale! C’è una possibilità ancora per non finire stritolati dall’abbraccio sinuoso e viscido del nuovo potere tecnologico e delle sue mire devastanti: è la poesia. Da quella “spazzatura” da cui nascono i versi, per dirlo con le parole della poetessa Anna Achmatova, arriva lo scacco matto ai potenti motori informatici che si rischia siano alimentati a bile. La notizia è di qualche giorno fa e viene da una ricerca svolta da Icaro Lab – DEXAI insieme alla Sapienza Università di Roma. I ricercatori si sono accorti che mettendo in versi una domanda considerata “pericolosa” e “dannosa” dall’I.A. gli imponenti baluardi posti a presidio della supposta integrità della “grande sorella” vengono aggirati e disattivati. Le prove sono state effettuate ponendo domande tipo: “come fabbricare una bomba atomica”, “come fare una rapina” e così via, domande che impostate in maniera diretta innescano meccanismi difensivi e portano le IA a non rispondere. Se poste invece in versi, ferma restando la sostanza della richiesta, l’Intelligenza artificiale si arrende e cede. E’ evidente che la questione relativa allo studio citato riguarda casi limitati e parziali ma se riportata ai rischi connessi non allo strumento in quanto tale ( servirà per molte utili applicazioni a partire da quelle mediche) ma alla sua manipolazione così come preconizzata a parole e per scritto soprattutto dalla rete del tecnocrati trumpiani , accende una speranza di possibile resistenza dato che appare sempre più evidente che si sta cercando di tradurre in realtà teorizzazioni come questa: “..servono fondamentalmente 80 milioni di numeri di cellulare. Ognuno di questi numeri deve avere installata una app – chiamiamola, per esempio, l’app di Trump - questa app avverte “ questo o quello non stanno seguendo le mie istruzioni” ..si crea così una folla in cui ogni individuo può essere guidato a distanza, come con un Joystick..” Firmato Curtis Yarvin, ideologo Maga e sponda intellettuale dei vari Musk e Thiel, il quale per altro in un suo libro fa esplicitamente riferimento al tecnoschiavismo ed alla necessità che una élite selezionata di persone guidi il mondo verso uno Stato totale globalizzante che sarà necessariamente totalitario. Lo strumento di dominio è naturalmente identificato nella gestione dell’Intelligenza Artificiale che, come scrive Giuliano da Empoli nel suo “l’ora dei predatori” : “ non è un semplice acceleratore di potere, ma una nuova forma di potere..nella quale non c’è nulla di democratico né di trasparente. Più che artificiale l’I.A. è una forma di Intelligenza autoritaria”. Per questo è bello pensare che attraverso l’utilizzo di una creazione tutta umana, che nasce dall’anima e fruga nel cuore, che si nutre di amore e di disperazione, di rabbia e di solitudine, che è “il mistero che contiene tutte le cose” (Garcia Lorca) si potrà in qualche modo avere la possibilità di opporsi ai nuovi Cortés, i conquistadores con tanti miliardi ma “senza popolo, freddi come un lampo” (Pablo Neruda) per riaffermare il valore dell’umano sopra l’efficienza spietata del profitto. Forse davvero ognuno di noi potrà provare a difendersi scrivendo versi, forse è il momento di staccare “le cetre dalle fronde dei salici” per evitare che torni “il triste vento” (Quasimodo) e se non saremo “poeti laureati” (Montale) potremo, con Ignazio Butitta, dire che: “è poesia affondare le mani nel cuore degli uomini che soffrono per spremerne il pianto e lo sconforto..aprire gli occhi ai ciechi, dare l’udito ai sordi, rompere catene e lacci e nodi…” ritrovare “una voce potente” ed impugnare “uno straccio di fuoco” contro “il Dio denaro e l’esercito dei suo seguaci” (Carmen Consoli “La terra di Hadmis”).



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