UNA VOCE PER IL MONDO
- 02spiblo02
- 9 mag 2025
- Tempo di lettura: 3 min

L’elezione di Robert Francis Prevost a capo della Chiesa Cattolica restituisce una guida alla religione più diffusa al mondo dopo la dolorosa perdita di Papa Bergoglio. Adesso l’attesa è verso l’atteggiamento che Papa Leone XIV vorrà tenere rispetto alle tante criticità che attraversano la società contemporanea. Di ritratti, ricordi, prime parole spese o ascoltate, persino insinuazioni, sono piene le prime pagine ( e non solo quelle) dei quotidiani odierni. Qui proviamo a ragionare sulle necessità che incombono ogni giorno, gravi di lutti e di disperazione, che necessitano di una voce forte, di una guida spirituale e morale. Il neo eletto Pontefice si è dichiarato “figlio” di Sant’Agostino, il Santo cui fa riferimento l’ordine cui appartiene. Di questo uomo tormentato dalla battaglia tra bene e male che ontologicamente accompagna la natura umana, si rintraccia con facilità questa massima ““La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.” Ecco, piacerebbe che il nuovo corso del Vaticano seguisse queste parole. I motivi di sdegno nella realtà certamente non mancano. A partire dalle guerre, le più note delle quali sono quella Ucraina e quella di Gaza, alle quali fanno però triste compagnia altri 54 conflitti in giro per il mondo, anzi 55 con quello incipiente tra India e Pakistan. Poi le migrazioni; un fenomeno inarrestabile che è strettamente collegato con iniquità e conflitti. A seguire l’assalto sempre meno velato ai diritti, civili e sociali, portato da una ideologia che conta sempre più seguaci e che identifica nell’egoismo, nel dominio della forza e nella ricerca prioritaria del profitto la propria guida. Il mondo del lavoro è dovunque alle prese con una erosione di certezze che hanno effetti devastanti soprattutto sui giovani dei quali mina le prospettive di vita, legandole all’instabilità ed alla precarizzazione. La rivoluzione tecnologica moltiplica gli elementi di difficoltà, sostituendo uomini con macchine, procedimenti mentali con algoritmi. Davanti a questa marea montante le tradizionali difese ( sindacati e politica) arrancano, incerte e combattute tra una ideale “linea del Piave”, bombardata quotidianamente da teorie finanziarie e pratiche mercantilistiche e una difficoltà di proposta che ne denuncia i limiti. Si procede intanto con la stessa lena a smontare tutele istituzionali e costituzionali, trasformando progressivamente le libertà in concessioni, il diritto in abuso, la prepotenza in legge. In questo contesto dovrà quindi diffondere la propria parola Papa Leone XIV. La scelta del nome potrebbe, dovrebbe indicare una direzione. Speramo davvero che abbia il coraggio di continuare ad indicare la strada della pace e del Vangelo, della fraternità, della dignità della persona e dell’uguaglianza di opportunità tracciata con tanta forza dal suo predecessore ( la lettura dell’enciclica “Fratelli tutti”, che Papa Prevost conosce certamente, è di una forza travolgente..). E’ evidente che sul piano pratico poco potrà incidere ( “il Papa non ha divisioni” , per parafrasare la celebre battuta di Stalin a Jalta) ma i richiami provenienti da una guida di così elevato spessore possono alla lunga contribuire ad incidere le coscienze ed a dettare o stimolare comportamenti. Magari non saranno gli attuali arroganti potenti della Terra a recepire le indicazioni, ma potrebbero farlo migliaia di cuori aperti di nuovo alla speranza grazie ad una luce che arriva da un angolo di Roma. Del resto, come ammoniva l’ispiratore nel nuovo vescovo della capitale, ““Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Vivano bene ed i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi.”



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