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TRE CIVETTE SUL COMO'

  • 02spiblo02
  • 7 mar 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Ricordate come si traduceva lo squittio della Civetta nel linguaggio infantile ? “tutto mio- tutto mio”…e non vi ricordano questo le uscite dei tre capi delle grandi potenze, Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping ? Riepilogo a beneficio dei distratti: il segretario generale del Partito Comunista Cinese ha più volte dichiarato che obiettivo del suo paese, dopo aver riscattato Honk Kong dagli inglesi, è la conquista di  Taiwan poiché l ”L’isola è un territorio sacro della Cina”. Il presidente russo, dopo aver attaccato la Georgia sottraendogli l’Ossezia del Sud, posto sotto tutela la Bielorussia e attaccato l’Ucraina con il pretesto della “liberazione” delle regioni del Donbass, ha ribadito giusto ieri che comunque vadano le cose “ la Russia non rinuncerà mai a ciò che è suo”..concetto tanto vago quanto allarmante considerando che a pronunciarlo è stato un uomo che del suo paese ha una visione imperialista riconducibile non solo all’epoca sovietica ma anche a quella zarista. Infine il funambolico Trump:  dopo avere unilateralmente ribattezzato il golfo del Messic o ( con Google che gli ha “dato spago”…) nel discorso sullo Stato dell’Unione ha chiamato “governatore” il primo ministro canadese fingendo provocatoriamente che il paese dei grandi laghi sia        già diventato il  cinquantunesimo stato degli Stati Uniti, poi  ha invitato i Groenlandesi ad “arricchirsi” aderendo alla proposta di annessione e infine concluso che comunque Groenlandia e Panama “in un modo o nell’altro ce li prenderemo”.  Che tutti quelli indicati siano Stati liberi e sovrani appare ai loro occhi un dato irrilevante. Da queste parole e dagli atti di queste settimane, con la benevolenza americana verso la Russia e la contestuale sospensione delle misure contro il social cinese messo fuori legge da Biden, appare chiara la volontà di ridisegnare il mondo in aree di influenza nelle quali chi è fuori non conta. Il fatto non è certo nuovo, analoga divisione venne statuita anche a Yalta in vista della fine della seconda guerra mondiale, ma qui c’è una differenza…tutti e tre i regimi che intendono manifestamente spartirsi il controllo del pianeta sono illiberali. In nessuno dei tre paesi è ammesso il dissenso ( negli U.S.A. ancora sì, ma ci stanno alacremente lavorando) , tutti e tre i paesi dispongono di potenzialità tecnologiche in grado di condizionare l’ormai indispensabile rete delle relazioni informatiche. E nel comò ci stanno le nostre vite ed il nostro futuro.  Vogliamo continuare, noi europei,  ad assistere, spettatori e vittime insieme, al deterioramento delle relazioni internazionali consegnando alle oligarchie l’intero potere o vogliamo una volta per tutte svegliarci dal torpore tornando a far sentire la nostra voce di cittadini liberi (anche andando oltre le alchimie bruxellesi) ? Non possiamo rassegnarci ad aspettare che si allunghino le ombre della notte nella quale i rapaci vanno a caccia. Non prestiamoci ad un nuovo “Giorno delle civette” .


 
 
 

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