TACITO ERGO SUM
- 02spiblo02
- 27 feb 2025
- Tempo di lettura: 2 min

All’assalto, senza pudore, senza limiti ma con un livore evidente e crescente contro la democrazia, la diplomazia, la libertà di stampa, la decenza. Questo il bollettino quotidiano delle news provenienti dagli Stati Uniti dove imperversa il ciclone Trump (& soci) . Solo nelle ultime 72 ore si registrano gli strali contro i giornalisti al seguito del Presidente USA, l’orripilante video–rendering su Gaza, le continue accuse, offese, minacce su intelligenza artificiale e Dazi con particolare riferimento ai paesi europei, il ricatto quotidiano nei confronti dell’Ucraina colpevole di aver “iniziato” la guerra contro la Russia. La notizia più recente è il rifiuto del segretario di Stato Rubio di ricevere Kaja Kallas, sua omologa per l’Unione europea appositamente giunta in America per un colloquio. A latere l’imperversare folle di Elon Musk che licenzia dipendenti pubblici a mezzo mail, si presenta alla riunione governativa vestito come un bulletto ventenne e sguinzaglia i suoi fedelissimi perché mettano il naso minaccioso nelle faccende interne di altri paesi. Non finirà qua e sarà un crescendo perché quando l’arroganza si sposa con una sorta di furia religiosa manichea ispirata dall’idolatria del profitto non si ferma se non davanti ad un muro. Per questo diventa indispensabile e vitale che l’Europa questo muro lo costruisca. Subito. Ora che anche gli inglesi si sono resi conto ( forse per sensibilità comune anche prima degli altri) della deriva trumpiana volta a ridefinire l’equilibrio mondiale lungo l’asse di una nuova ripartizione di sfere d’influenza da concordare con Russia e Cina. Dentro questa nuova prospettiva non è previsto che residuino margini di libera scelta ma solo adeguamento ed obbedienza. Come scrive Gideon Rachman nel suo editoriale sul “Financial Times” ( ripreso in Italia dal sito Dagospia) , “la triste verità è che Vladimir Putin e Trump sono uniti dal disprezzo per le democrazie europee.. Russia, Cina e Stati Uniti sono tutti ostili alla democrazia liberale” ma è anche vero che “I Paesi europei dispongono ancora di risorse formidabili con cui proteggersi… L'UE e il Regno Unito, messi insieme, hanno un'economia pari a circa 12 volte quella della Russia. L'UE è il più grande esportatore di beni e servizi al mondo ed è una potenza commerciale molto più grande degli Stati Uniti.” Ergo, i mezzi ci sarebbero. La volontà seguirà ed utilizzerà i mezzi a disposizione ? Ci sono segnali incoraggianti come le aperture del primo ministro Starmer e la chiara posizione del neo-cancelliere tedesco Merz che ha definito "priorità assoluta" un'Europa forte e indipendente dagli Stati Uniti. Nello stesso tempo si rilevano però i battibecchi tra Macron e Meloni, entrambi a caccia di un ruolo da protagonisti , una disputa che pare una riedizione aggiornata dei “polli di Renzo”. Affiorano poi tentazioni di schieramenti contrapposti nel timore che uno prevalga sull’altro. Eppure il tempo corre veloce ed è necessario fare presto e fare bene abbandonando le modalità che hanno ridotto sino ad ora dell’Unione Europea ad un ectoplasma. Perdersi ancora in giochi di palazzo sarebbe fatale. Trump ed i suoi sodali vanno veloci : faranno un deserto e lo chiameranno pace.



Commenti