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STUPIDITA’, CATTIVI MAESTRI E MANIPOLAZIONI

  • 02spiblo02
  • 23 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

“Stupido è chi stupido fa” diceva Forrest Gump. Come definire diversamente coloro che hanno devastato ieri la stazione di Milano e le vie circostanti ? Una violenza gratuita e immotivata di cui hanno fatto le spese sessanta agenti della Polizia e i molti cittadini che hanno subito i disagi derivanti dalla chiusura della stazione. Quella guerriglia ha però anche offeso le migliaia di persone che hanno  pacificamente sfilato nelle strade e nelle piazze in tante città d’Italia per condannare la brutale ed assassina occupazione di Gaza da parte dell’esercito di Israele. Non solo, questa violenza ha offerto al coro compatto di governo, maggioranza e organi di informazione fiancheggiatori di muoversi allineati e compatti lungo la nuova direttrice ispirata se non dettata da oltreoceano: l’odio della sinistra e i cattivi maestri. A questo riguardo sono andato a leggere e ascoltare  stamattina quanto hanno scritto o detto alcune firme di prestigio, sicuramente molto seguite e altrettanto certamente annoverar abili tra i critici verso Meloni & C. E dunque: nei loro podcast quotidiani su Repubblica.it sia Massimo Giannini che Annalisa Cuzzocrea hanno fermamente condannato i facinorosi definendoli “violenti mascalzoni” ( Giannini) e  protagonisti di un “atteggiamento.. stupido e criminale” ( Cuzzocrea).  Entrambi hanno definito più che condivisibili le parole di condanna espresse dalla Presidente del Consiglio. Lo stesso ha fatto Francesca Schianchi, opinionista de “la Stampa” e di “Propaganda Live” che ha definito “imbecilli “ i violenti. Sempre sul quotidiano torinese, l’umorista Luca Bottura ( uno di quelli defenestrati dalla Rai perché non gradito ai potenti di turno) ha liquidato la questione a modo suo “Secondo fonti solitamente bene informate, chi sfascia una stazione durante una manifestazione per solidarizzare con la Palestina è un imbecille internazionale, dal grande fiume al mare.” Per contro, sul lato destro dello schieramento politico,  si registrano, nell’ordine, le seguenti prese di posizione: Edmondo Cirielli ( viceministro degli Esteri ndr) “ Ebeti che sfasciano tutto. Colpa dell’odio dei cattivi maestri”; La Pravda nera, “la Verità” titola “: Guerra agli italiani per la pace di Gaza” e il suo direttore chiosa “Per chi è sceso in piazza la questione palestinese era solo un pretesto..per far valere la violenza nella lotta politica, per odiare gli avversari”.  “Libero quotidiano” : “Clima di odio”; “Il Giornale”: “Delinquenti per Gaza” con l’editorialista Giuseppe De Lorenzo che apre il suo articolo con un pacatissimo “Ci fate schifo”. E poi “il Tempo”. Diretto dall’ex parlamentare PD Tommaso Cerno, sbarcato penna e calamaio al servizio della destra di governo di cui è diventato un convinto ultrà. “Italia ostaggio degli spacca PAL” e “Sciopero per Gaza il solito odio contro Meloni” , segue ponderato sermone dello stesso Cerno nel quale si va a spiegare come le manifestazioni pro-Pal sarebbero un modo per “rendere simpatico l’islamismo radicale”. Le diverse modalità di affrontare la realtà, la postura mediatica assunta, sembrano illustrare in maniera esauriente da che parte sta e da che parte si alimenta la creazione di un clima pesante che non c’era (e che, per fortuna,  ancora non c’è). La predicazione sul presunto “odio della sinistra ” che è stata da subito cavalcata da Trump e prontamente recepita dai vassalli europei dopo l’inaccettabile omicidio di Kirk,  è confutata persino da Franco Cardini, illustre storico certamente non inquadrabile tra la intellighenzia di sinistra. In una intervista pubblicata oggi su “la Stampa” ha dichiarato, rispondendo alla domanda sul tema: nell’ideologia di Trump non mi sembra di vedere amore, tutt’al più rivalsa che porta a una rapida china verso l’odio…perché non ho mai sentito nel discorso pubblico di Trump elementi di allentamento della tensione, di riconciliazione. Anzi: chi non è d’accordo con lui non è solo un avversario, è un nemico degli Stati Uniti “. La manipolazione dei fatti e l’uso strumentale degli avvenimenti, il disinvolto titillamento delle paure e delle incertezze della gente consente di traslare un fatto da contesti assolutamente non riconducibili alla situazione italiana a ingredienti dello scontro politico nazionale.  Con quali finalità ? Si alzano i toni in vista della ormai imminente campagna per le regionali ? Si alzano le grida per far scivolare in secondo piano i problemi  irrisolti ed in molti casi amplificati ? Oppure ci si propone di emulare oltre che negli atteggiamenti anche nei provvedimenti  la rivoluzione trumpiana  contro qualunque pensiero dissonante?

 
 
 

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