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SI PUO' FARE

  • 02spiblo02
  • 5 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

E così ha vinto. Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York. Vittorie Dem si registrano anche in New Jersey e Virginia , a Cincinnati e in Pennsylvania. Troppo presto per dire che c’è una svolta, ma sta a vedere che tornando ad usare un linguaggio di sinistra, ascoltando e parlando alla gente invece che ai corridoi dei palazzi, si può riuscire a rovesciare la narrazione populista. Viene dunque sconfitto per la prima volta il mantra regressista alimentato dalla non-cultura dell’odio e dall’ idea della legge del più forte, del più ricco, del più tecnologico ovvero tutto ciò che il grande movimento della destra mondiale, guidato dal tycoon della Casa Bianca, sta cercando di imporre spacciandola quale ricetta salvifica contro le supposte degenerazioni della democrazia. Mamdami ha conquistato la città più importante d’America affrontando nel suo programma i problemi che affliggono i newyorkesi: affitti proibitivi, costo della vita quotidiana insostenibile per chi vive dello stipendio o della pensione.  Pur dichiarandosi apertamente socialista non ha fatto ricorso agli orpelli più radicali ed  arrugginiti dell’armamentario ideologico della sinistra che fu, anche perché il materialismo dialettico e la dittatura del proletariato sono stati sonoramente archiviati dalla storia ed altrettanto probabilmente sono sempre stati ignorati dalle masse che inseguivano piuttosto un’idea di libertà e giustizia. Ha parlato dei bisogni, ha ascoltato i bisogni. L’ideale discende necessariamente dal  pragmatismo applicato alle necessità dei meno abbienti e alla sensibilità di chi sente di “poter essere vivo e felice solo se lo sono anche gli altri” ( parafrasi da Giorgio Gaber) . Mamdami  Ha dimostrato però che si può, anzi si deve oggi essere di sinistra in un modo diverso:  nell’approccio, nei mezzi di comunicazione, nel linguaggio, ma uguale nella sostanza; coltivando e proponendo l’idea di una più equa redistribuzione delle risorse affiancata da una moltiplicazione delle opportunità. In una parola il socialismo liberale alla Rosselli, quello che si identifica “nello sforzo di assicurare a tutti gli umani una eguale possibilità di vivere la vita che solo è degna di questo nome, sottraendoli alla schiavitù della materia e dei materiali bisogni” e che cerca di garantire al maggior numero la “possibilità di svolgere liberamente la propria personalità”.  Un modo di vedere il mondo che chissà perché qualcuno qua da noi, pur dichiarando di appartenere all’area progressista, giudica “estremista” preferendo evidentemente al contatto con la realtà quello con i fondi di investimento. Certamente, come avverte oggi Alan Friedman dalle colonne de “La Stampa” , New York non sono gli Stati Uniti e diversi analisti si sono spinti ad affermare che tutto sommato a Trump non dispiaccia la vittoria del giovane musulmano in una città che l’ha comunque sempre respinto. Mamdami potrà essere utilizzato, dicono i sostenitori di questa tesi, come l’avversario perfetto, il “nemico” che incarna tutto ciò che il presidente americano odia: islamismo, comunismo ( poi un giorno qualcuno dovrà pur spiegarci perché a partire da Berlusconi chiunque non condivida il punto di vista delle destre sia automaticamente arruolato nelle file di chi non c’è più) con conseguente  ulteriore radicalizzazione del dibattito pubblico. Si teme, ovviamente, che l’effetto si allarghi dagli USA all’Europa, con i seguaci del modello MAGA pronti a sviluppare a piene mani i temi della paura e della contaminazione razziale, del pericolo “rosso” e dell’egoismo fatto sistema. Potrà accadere, sta già accadendo. Contro il muro che prevedibilmente verrà alzato, contro la propaganda che nulla lascerà di intentato ( di vero e di falso) per affermare la logica prepotente e discriminatoria si pensa davvero di poter andare con in mano le margherite delle varie “case dei riformisti” ? O non servirà piuttosto una affermazione perentoria della propria visione del mondo da parte di una sinistra moderna, democratica e liberale che si opponga allo scippo dei diritti ed all’impoverimento dei più deboli?  

 
 
 

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