Se questa è una risorsa.....
- 02spiblo02
- 25 feb 2025
- Tempo di lettura: 3 min
L'incapacità e la pochezza delle opposizioni a fronte delle numerose inadempienze, mancate promesse,misfatti e gaffe dell'esecutivo a guida Meloni sono sotto gli occhi di tutti. La misura più evidente dell'insipienza politica è il perdurante rilievo che continua ad avere sui media la figura del senatore Matteo Renzi, da tanti anche celebrati commentatori illustrato come l'unico in grado di fare una seria opposizione alla leaderr della Gargatella. Ora, anche volendo omettere la palese mancanz di affidabilità dimostrata in precedenza ( in nome di una concezione personalistica del potere) , proviamo a ripercorrere i due anni e mezzo di vita del governo di destra. Non passa certo inosservato

l'attivismo del fondatore di Italia Viva, ma in quale direzione ? Cominciamo dal principio: il 13 ottobre 2022 un indispettito Silvio Berlusconi decide di fare una sgarbo istituzionale di non poco conto alla neocostituita maggioranza ed ordina ai suoi di non sostenere la candidatura di Ignazio La Russa a presidente del Senato, seconda carica dello Stato. Sarebbe stato uno scivolone clamoroso, capace di rimettere in discussione fin da subito stabilità ed equilibri all'interno del fronte vittorioso, ma non accade perchè le truppe di Matteo Renzi si precipitano in soccorso e votano il collezionista di busti mussoliniani. Da allora e sino a dopo l'estate 2024 il partito del senatore di Rignano ha mostrato ripetute e significative confluenze con il governo. Italia Viva ha infatti appoggiato la riforma del processo penale, ha sostenuto la mozione della maggioranza sul nucleare ed ha votato ( il 25 maggio 2023) il via libera al sogno salviniano del Ponte sullo stretto. Renzi ed i suoi si sono anche detti favorevoli alle riforme costituzionali proposte da Meloni a partire da quella sul premierato e non hanno mancato di votare a favore della costituzione della commissione d'inchiesta sul Covid (grottesca rilettura du un'emergenza dimenticata con preoccupante fretta). Ancora al fianco della maggioranza si trovano le truppe rignanesi nel voto contro la direttiva UE sulla lotta alla corruzione mentre si segnala l'appoggio del capo in prima persona sulle riforme proposte da Nordio in tema di giustizia e la ferma opposizione alla istituzione di un "salario minimo" riproposta più volte dalle forze di opposizione. L'idillio però cessa dopo l'estate 2024. Accade che si comincia a prospettare la presenza nella legge di bilancio di una disposizione che prevede che membri del parlamento, del govenro, europarlamentari eletti in Italia e Presidenti di Regione non possano svolgere incarichi retribuiti per conto di società che hanno sede fuori dall'Unione Europea. Come noto il senatore Renzi ha rapporti di lavoro ben retribuiti con società facenti capo alla famiglia regnante dell'Arabia Saudita ( qualcuno rammenta l'esegesi sul "rinascimento arabo" e "l'invidia per il loro costo del lavoro?") . Dal momento che tale disposizione ( più che sensata direi) è diventata parte della proposta governativa il senatore fiorentino ha scatenato una serie continua di attacchi verso Giorgia Meloni ed il suo esecutivo, ricorrendo alle sue note capacità affabulatorie per irridere ministri incapaci e goffi ( del resto ha gioco facile) . Mentre tenta l'ennesimo riposizionamento strizzando l'occhio al trumpismo dilagante ( intervista a "Il Messaggero" in lode delle capacità del neo presidente ed apprezzamento per le sue iniziative) continua ad essere ascoltato come oracolo da giornalisti e televisioni vicine all'area progressista che ne celebrano la puntuta attività polemica contro il governo e continuano a spacciarlo come "risorsa indispensabile " di una vera opposizione senza accorgersi che questi altro non è che che il suo irriducibile nemico Stanislao Moulinski in uno dei suoi più riusciti travestimenti.



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