top of page

ROCCELLA E LA FRITTATA

  • 02spiblo02
  • 13 ott 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

La storia la scrivono i vincitori, pare abbia detto Herman Goring a Norimberga quasi a voler scansare le responsabilità negli orrori nazisti di cui era stato indiscutibile protagonista. Sarà forse ispirandosi a lui che dopo il 25 aprile divisivo, gli “Schuhplattler” altoatesini in Via Rasella, la decontestualizzazione del”Manifesto di Ventotene”, Dante Aligheri primo ispiratore del pensiero politico di destra , si è arrivati, ad opera del ministro per la famiglia e le pari opportunità Eugenia Roccella a indicare i viaggi di istruzione ad Auschwitz come una forma di indottrinamento della sinistra in danno del fascismo, che sarebbe stato indicato come unico responsabile dell’antisemitismo mentre, evidentemente a parere della esponente di FDI,  ben altre sono le radici di quell’odio tanto che se ne trovano tracce "in chi ancora oggi scatena la caccia all'ebreo nelle città e negli atenei dell'Occidente".  Rileggiamolo l’intervento di Roccella,  già agli onori della cronaca nel gennaio 2023 per avere confermato la permanenza in vigore della Legge 194 con la nota frase “L'aborto è un diritto delle donne? Purtroppo sì”. Questa volta la radicale pentita si è esibita ad un convegno dell’Unione delle comunità ebraiche a Roma ed ha tenuto a mettere in evidenza che “Tutte le gite scolastiche ad Auschwitz, cosa sono state? Sono state gite? A che cosa sono servite? Sono servite, secondo me, sono state incoraggiate e valorizzate, perché servivano effettivamente all'inverso. Ovvero servivano a dirci che l'antisemitismo era qualcosa che riguardava un tempo ormai collocato nella storia, e collocato in una precisa area: il fascismo. Le gite ad Auschwitz secondo me sono state un modo per ripetere che l'antisemitismo era una questione fascista e basta". Invece no, ministro Roccella ? Tralasciando, perché ormai già ampiamente acquisite al dibattito storiografico (bipartisan) le responsabilità del regime mussoliniano sia nel consegnare gli ebrei agli aguzzini germanici che nel sostenere i nazisti nelle loro azioni di rastrellamento, vorrei ricordare anche quegli slogan firmati da gruppi di destra come “ogni palestinese è un camerata, stesso nemico stessa barricata” che compariva sui muri di Roma e non solo ancora nel 2014 o quando, qualche anno prima,  stelle gialle furono attaccate all’entrata di negozi di proprietà di ebrei accompagnate da contorno di fasci littori e croci uncinate. Inoltre, se come tutti i maggiorenti di FDI e Lega vanno ripetendo, non avete niente in comune con quel passato, che ve ne cale della lettura delle “gite”in Polonia? O forse c’è qualcosa che non sappiamo o che non ci volete raccontare? Oppure ancora si tratta nulla più che di uno dei tanti “rivoltamenti di frittata” in cui è maestra la vostra “caudilla” ma che a voi fedelissimi riesce di norma piuttosto male, come in questo caso ? L’obiettivo evidente di equiparare le manifestazioni che hanno occupato strade e piazze in Italia ed in Europa nelle scorse settimane ad un generico sentimento antisemita offende anzitutto l’intelligenza e la sensibilità dei giovani e meno giovani che vi hanno partecipato. Il rovesciamento dello scopo dei viaggi nel campo di sterminio umilia l’impegno degli insegnanti e il loro sforzo di aprire il cuore dei ragazzi all’umanità, infine manca di rispetto ai 6 milioni di ebrei trucidati da quegli ideali di suprematismo razziale e di nazionalismo sfrenato che adesso, adeguatamente rispolverati e alleggeriti da qualche orpello di troppo, vorreste riproporre come base funzionale delle nuove sorti e progressive della Patria, restituita ai veri patrioti. Purtroppo per Lei e per chi vorrebbe e vorrà ( non mancheranno) plaudire alla sua sortita, quelle morti e quel dolore che si rinnova e scolpisce l’anima percorrendo il silenzio di quei viali, di quegli edifici pieni di burocratico terrore, di quei forni e quelle celle in cui si attuava la più diabolica delle persecuzioni continueranno ad accusare i veri colpevoli e chiunque si rifiuti di riconoscerli come tali.

 
 
 

Commenti


bottom of page