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QUALCOSA OLTRE LA FOTO

  • 02spiblo02
  • 4 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

E’ stata scattata l’ennesima foto. Abbiano rivisto schierati in favore di obiettivo Elly Schein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.  Dietro sorrisi più o meno tirati ed a dichiarazioni di rito hanno cercato per l’ennesima volta di dimostrare che esiste un progetto comune alternativo a quello dell’attuale maggioranza, che esiste per davvero una volontà politica oltre le poltrone. Cosa vi sia dentro questo progetto e dentro questa “testarda” volontà resta,però, in gran parte un mistero.  La cronaca quotidiana ci mostra infatti, invece che idee e proposte, la estenuante maratona di trattative vecchio stile nell’assegnazione delle candidature alle imminenti elezioni regionali. Tra concessioni e veti incrociati, simpatie ed antipatie personali, “sultanati” che si presumono ereditari, sfilano davanti allo sguardo perplesso della gente caleidoscopi di formule che non servono a colorare il futuro delle persone ma a spartirsi il potere secondo dettami da far invidia al “manuale Cencelli” di un tempo che fu, una modalità che persiste ed esiste, trama perenne, triste e gattopardiana connaturata all’essere della politica nostrana. Le vicende di Campania e Puglia ne sono l’esempio più eclatante, ma anche le mille mediazioni in Toscana sono la rappresentazione di un esasperato tatticismo che finisce con il prevalere sulla strategia di fondo.  Si manifestano  incongruità anche nella proposta politica rappresentata, ad esempio sulla vicenda dell’ampliamento dell’Aereoporto di Firenze sostenuto dalla Regione Toscana, da sempre a guida PD, ma osteggiato da M5S e AVS, membri della medesima coalizione che si schiera a sostegno della conferma dell’attuale governance (quella che vuole l’ampliamento). Sul piano della comunicazione molto si dedica all’inseguimento del tema del momento salvo poi dividersi implacabilmente in sede di voto come accade ed è accaduto su tanti temi, dall’immigrazione all’economia alla politica estera. Dentro questa “confusione organizzata” sfuma e si perde l’azione più necessaria, quella di incalzare un governo sempre più dedito alla propaganda, anche attraverso la massiccia occupazione dell’informazione pubblica ( da sempre politicizzata ma mai così a senso unico e mai con questa incontenibile protervia) , sempre meno disponibile al confronto ed allergico ad ogni forma di dissenso ma nello stesso tempo povero di risultati concreti e messo in discussione dai numeri e dalle stesse organizzazioni imprenditoriali che l’avevano sostenuto e che ora lamentano carenza di prospettive e di visione a lungo termine.  Il rischio concreto di quanto sin qui descritto è che lungi dal recuperare i larghi strati di indifferenti e indispettiti che manifestano il loro stato d’animo disertando le urne,si finisca con l’incrementarne  il numero, infoltendo le fila dei disgustati (dalle logiche spartitorie, dagli equilibrismi, dal cedimento da certi principi etico-morali) tutte persone non invogliate da un reale, concreto progetto né affascinate dal sogno possibile di un mondo migliore.  Si insegue il risultato convinti che possa cambiare il corso della storia, ma non si cerca di inseguire, coinvolgere, recuperare coloro che proprio questa politica allontana, sorda a tutto ciò che non è potere, lontana dalla vita, allergica ai problemi quotidiani. Insomma ci vorrebbe qualcosa oltre le foto.  

 
 
 

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