OTTANTA
- 02spiblo02
- 25 apr 2025
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Abbo Panisi, 19 anni, caduto a Correggio; Abbondanzia Borruto, casalinga, 47 anni, trucidata a Gaggio Montano; Achille Olivieri, 32 anni, fucilato a Cefalonia, Adelfo Maccaferri, 27 anni, muratore; Adolfo Vigorelli, 23 anni, caduto sui monti dell’Ossola; Alberto Fantacone, 28 anni, avvocato, trucidato alle Fosse Ardeatine; Albino Verucchi, 23 anni, falegname; Aldo Colonnello,22 anni, operaio, morto a Dachau; Aldo Dellepiane, 20 anni, meccanico; Gabriella degli Esposti, 32 anni, incinta di 7 mesi, uccisa a Modena dalle SS; Alighero Bonciani, 41 anni, operaio; Alma Vivoda; 32 ani, commerciante; Amedeo Tonani, 22 anni, perito agrario;Angelo Pegoraro,18 anni, operaio; Attilio tempia ,23 anni, operaio, fucilato; Bruno Petriccioni, 49 anni, avvocato; Bruno Verlicchi, 41 anni, operaio; Carlo Croce, 52 anni, industriale; Carlo Jori, 35 anni; Cecilia Deganutti, 31 anni, insegnante; Cesare Manetti, 44 anni, operaio; Clementina Sussetto, 36 anni, operaia; Demos Malavasi, 31 anni, operaio; Dino Casalini, 22 anni, meccanico; Domenico Bondi, 27 anni, carabiniere;Domenico Minelli, 35 anni, operaio; Domenico Sportelli, 23 anni, operaio; Don Antonio Seghezzi, 39 anni, sacerdote; Don Emanuele Toso, 54 anni, sacerdote; Don Alcide Lazzeri, 57 anni, ucciso nella strage di Civitella in Val di Chiana;Donato Bottero, 20 anni, disegnatore; Edgardo Fogli, 44 anni, autista; Elisa Sala, 21 anni staffetta partigiana; Emilio da Ponte, 45 anni; Enrico Caronti 43 anni, operaio; Enrico Cavicchioni, 19 anni, studente; Enrico Zuddas, 33 anni, Carabiniere; Enzo Giraldo. 17 anni, studente; Eraclio Capannini, 20 anni, studente; Ermanno Robotti, 23 anni, operaio; Ernesto Soncin, 21 anni, impiegato; Ettore Ascoli, 70 anni generale; Ettore Bortolotti, 55 anni, impiegato; Ettore Rosso,23 anni, sottotenente; Eugenio Curiel, 33 anni, fisico; Ezio Pirovano, 22 anni; Faliero Pucci, 39 anni, tassista; Fausto Simonetti, 23 anni, aviere; Felice Cenacchio, 18 anni, studente; Ferdinando Guerci,20 anni; Flavio Busonera, 50 anni, medico; Francesco Leona, 19 anni; Francesco Rigoldi, 30 anni, fabbro; Gaetano Forte, 35 anni, commerciante; Gastone Rossi, 16 anni; Giacomo Perlasca. 25 anni, studente; Giacomo Ulivi, 19 anno, studente; Giordano Busi, 37 anni, muratore; Giorgio Catti, 19 anni, muratore; Giorgio Susani, 21 anni, allievo accademia militare di Modena; Giovanni Checcucci, 37 anni, manovale; Giulio Contin, 39 anni, commerciante; Giuseppe Casana, 36 anni, operaio; Giuseppe Osella, 38 anni, industriale; Giuseppe Robusti, 22 anni. Studente; Igino Sala, 17 anni; Ignazio Vian, 27 anni, maestro; Ilio Baroni, 43 anni, operaio; Ines Negri, 28 anni; Iris Versari, 22 anni, contadina; Ivo Tafi, 20 anni; Laura Petracco Negrelli, 27 anni, insegnante; Lino Parodi, 24 anni; Lio Picchianti, 33 anni; Livia Bianchi, 26 anni; Livia Venturini, 31 anni, casalinga; Luigi Cappello, 21 anni; Luigi Ruggieri, 24 anni, sottufficiale Guardia di Finanza; Luigi Rusinenti, 19 anni, vigile del fuoco; Maria Cantù, 33 anni; Maria Luisa Alessi, 33 anni, impiegata; Mario de Martis, 24 anni, studente. 80 nomi. Ne seguono ancora più di altri 40.000. Giovani, giovanissimi, di ogni ceto sociale e professione. Tutti trucidati dall’odio nazifascista. Per loro, per la vita che ci hanno donato per poter godere oggi di ottant’anni di libertà e democrazia, ogni 25 aprile dobbiamo fermarci e ricordare. Non è una festa, come qualche mente offuscata ha pensato di dire suggerendo di mettere la sordina a non si sa quali sguaiatezze, non è una celebrazione ormai stantia come qualche commentatore sempre pronto a schierarsi dalla parte di chi comanda è andato affermando. E’ il giorno del ricordo delle migliaia di persone assassinate da una ideologia di morte e di sopraffazione, è il giorno del doveroso riconoscimento al loro coraggio ed al loro sacrificio. E’ anche la data che segna il ritorno alla libertà di una nazione intera, umiliata da vent’anni di una dittatura feroce, di una propaganda falsa e cinica che nonostante avesse esaltato la forza e la guerra non era stata capace nemmeno di mandare a combattere i propri soldati con equipaggiamenti appena decenti. Contro questa vergogna si sono opposti uomini e donne, liberali e socialisti, cattolici e comunisti, persino monarchici schifati dall’acquiescenza della corona al regime. Sono loro che hanno avuto il coraggio di dirsi “partigiani” perché prendevano una parte, certamente la più scomoda allora e lo facevano per ridare l’onore ad un Paese intero. Senza il 25 aprile, lo dico per l’opinionista che lo casserebbe in favore della festa della proclamazione della Repubblica, non ci sarebbe stato nessun 2 giugno. E partigiani, nel senso di scegliere una parte, quella della libertà e della giustizia, non si cessa mai di esserlo, perché il combattimento a difesa di quei valori è sempre in corso. Buon 25 aprile.



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