NUMERI ( COSI’ E’ SE VI APPARE..)
- 02spiblo02
- 7 nov 2025
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“I principali indicatori ci restituiscono oggi la fotografia di un’Italia solida, che è tornata a correre e che è in grado di affrontare le difficoltà meglio di altre Nazioni europee.” Così Giorgia Meloni all’Assemblea nazionale di Federmanager. Parole che, per la/il Presidente del Consiglio, giungono a sancire il successo del suo triennio di governo. Il piano dell’analisi è quello economico ed è un piano sdrucciolevole perché su questi temi oltre alla parole contano i numeri. Ed allora è davvero così come ci viene narrato ? L’esecutivo ha senz’altro il merito di aver tenuto a bada le smanie salviniane ( dirottate sulla chimera del Ponte) e mantenuto in ordine i conti dello Stato tanto che è ormai prossimo il rientro dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo ( ciò che permetterà di guadagnare maggior elasticità in vista del 2027, non a caso anno elettorale). I buoni risultati contabili hanno anche fruttato l’innalzamento del rating da parte dell’agenzia Fitch ( da BBB a BBB+). Formalmente un successo, nella sostanza però le agenzie di rating se ne infischiano bellamente di come vivono le persone limitandosi all’analisi delle fredde cifre che le interessano. Lo stato di salute effettivo dell’economia, la qualità della vita, il modo in cui si è giunti a tenere a freno le spese, suscitano però più di una perplessità. Si è infatti scelto di operare drasticamente sul piano dei tagli cominciando con le misure pensate per sostenere le persone in difficoltà. Via reddito di cittadinanza ( ampiamente perfettibile per come era stato ideato ma non certo da cassare per via ideologica) e muro di no alla richiesta di introduzione del salario minimo. Non finanziato il fondo per la disabilità. Pochi denari alla scuola pubblica e alla sanità ( l’aumento nominale di fondi è percentualmente affossato dall’incidenza dell’inflazione ) come fotografa il rapporto Gimbe 2025 che stima un potenziale “buco” di 40,4 miliardi nella sanità pubblica da qui al 2028. La qualità dell’assistenza ospedaliera è in costante declino mentre cresce a dismisura il ricorso alla sanità privata salito a 47,66 miliardi, una cosa che vale ovviamente solo per chi se la può permettere. Sono invece arrivati a 5,8 milioni gli italiani che hanno dovuto rinunciare del tutto alle cure e quasi a 10 milioni quelli che vi hanno rinunciato o per problemi economici o per tempi di attesa troppo lunghi. Non v’è traccia di una politica industriale ( lo dice Confindustria) e la produzione nel settore è in calo da 26 mesi ( da agosto anche il fatturato scende e forse c’entra anche una sottovalutazione tutta politica dell’impatto dei dazi americani). Intanto l’inflazione erode i salari che perdono l’8% in termini di potere d’acquisto negli ultimi 4 anni ed aumenta il ricorso alle mense Caritas ( +3% nel 2024 ed incremento del 62,6% negli ultimi 10 anni secondo il rapporto dell’associazione) . In crescita anche la percentuale di coloro che lavorano ma non guadagnano abbastanza da potersi permettere di coprire i costi della vita quotidiana, con ciò dimostrando come l’aumento dei posti di lavoro vantato dal governo sia relativo a posizioni sottopagate. Il PIL continua ad annaspare, come certifica l’Istat, e se sta sopra la linea di galleggiamento è per il contributo dei fondi PNRR senza i quali saremmo già in crescita negativa. Perso nel limbo delle promesse non mantenute il più volte rammentato disaccoppiamento del prezzo dell’energia ( ossia la separazione del prezzo dell'energia elettrica da quello del gas) con il risultato che Eurostat ci colloca ai primi posti posti per il costo dell’energia in Europa in rapporto al potere d’acquisto. Continuano a calare i consumi e le statistiche indicano che le persone riducono la quantità o la qualità dei beni alimentari acquistati. Ben lontano dalle promesse anche l’adeguamento delle pensioni a 1.000 euro con il sistema sempre più a rischio collasso per il combinato disposto della costante fuga di giovani risorse ( centomila nell’ultimo anno) e del crollo delle nascite. Numerosi, articolati e fantasiosi invece i provvedimenti a favore degli evasori ( 22 con la “rottamazione quinquies” voluta dalla Lega ). E’ un modo di fare cassa subito anche se la stessa Ragioneria dello Stato ha stimato che il condono in arrivo avrà un impatto negativo complessivo di 800 milioni di euro nel periodo 2026-2036. Tante facilitazioni a chi evade consentono di soddisfare platee elettorali compiacenti ma offendono ( o dovrebbe offendere ) la moltitudine di cittadini che pagano per intero il carico fiscale ( anche quello in aumento al 42,5% nel 2024 contro il 41,2% del 2023). A certificare le perplessità fin qui elencato sono arrivate giusto giovedì le riserve di Banca df’Italia e Istat che nel considerare di scarso impatto i provvedimenti “a favore dei poveri” hanno invece dichiarato, numeri alla mano ( sempre loro, i maledetti numeri, impermeabili a qualunque propaganda) che la manovra 2026 “favorisce le fasce più ricche”. Insomma tra decreti sicurezza, richiami all’ordine, penalizzazione economiche resta la sensazione che la povertà più che essere supportata sia sopportata; come del resto fanno Fitch e le altre sorelle dei rating…Sicura che è questa la via per fare l’Italia “più bella e più superba che pria”…….(Brava?Grazie? )



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