LA VOCE DEL PADRONE
- 02spiblo02
- 1 mar 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Sconvolgente. Mai visto. La fine della diplomazia. Umiliazione. Dopo l'incredibile svolgimento del colloquio Trump/Vance-Zelensky nella tarda serata di ieri i commenti su giornali e siti sono tutti di sbigottimento, persino "Libero" e "La Verità" tengono un profilo basso. Eppure quel che è andato in scena, preparato o meno che fosse, non è altro che la fine dell'illusione che dietro alle guasconate ed alle intemperanze dell'anziano leader del MAGA residuasse lo spirito della vecchia America, sì padronale ma sempre aperta ad una possibile mediazione nell'interesse proprio ma senza dimenticare quello generale del mondo. Ebbene non è così. La campagna elettorale aveva già evidenziato sia l'intolleranza che il manicheismo, una miscela che unita ad un millenarsimo alimentato da sette danarose ed influenti diventava esplosiva. Ieri sera Trump e Vance hanno stracciato in faccia al mondo e a quei politicanti che "fingono d'ignorare quel che sanno e di sapere quel che ignorano" ( parole di Gramsci che li definiva "illusionisti") non solo la carta del buon gusto ma anche quella del dialogo. Con loro non si discute. Con loro non si ragiona. Con loro si obbedisce. E basta. Non è insignificante la presenza ed il ruolo del vice presidente nell'allucinante semi-monologo di ieri sera( Zelensky veniva puntalmente zittito ad ogni affermazione). E' anche questo un segnale chiaro: quello che sta governando l'America non è solo l'egocentrismo sfrenato di Donald Trump, è un sistema di credenze e valori che non prevedono il dissenso, che non contemplano che si possa opporre qualcosa alla loro sconfinata arroganza ed alla loro sete di denaro e potere ( ché poi è l'ispirazione che sottende l'intero operato di questi signori ). Dunque non si tratta solo dei deliri di onnipotenza di un ultraottantenne. Dopo di lui , se il governo resta in mano a questa parte, si continua sulla stessa rotta. Ulteriore conferma il commento di stamani del Segretario di Stato Rubio " Ci ha fatto solo perdere tempo"..Il movimento che ha trascinato di nuovo l'improbabile capigliatura di The Donald alla Casa Bianca va ben oltre il suo portabandiera. E fa paura. La nostra Presidente del Consiglio ha invocato un vertice tra alleati per scongiurare una frattura tra Europa e Stati Uniti. Comprensibile, purtroppo la proposta è fatta in base a schemi che oltreoceano considerano già superati. Vale ripeterlo: con loro non si discute. Si obbedisce. La frattura c'è già e allo stato non appare componibile se non attraverso una crescita dell'Unione Europea che ne faccia una voce forte nel consesso internazionale. Gli altri ( USA ma anche Russia e Cina ) ragionano secondo questi parametri: se sei ricco e potente ti ascolto e magari tratto, altrimenti zitto, ubbidisci e paga. Michele Serra dalle pagine di Repubblica invoca da giorni una manifestazione ed azioni che mobilitino l'opinione pubblica a favore dell'Europa, perché i politici europei prendano coscienza che "o si fa l'Europa o siamo fregati.." . Domenico Quirico su "La Stampa" avverte che "Ieri Putin ha assistito in diretta alla sua vittoria". E'con drammatica urgenza il momento di provare almeno a far sentire la nostra voce. Prima che quella del padrone che già ci sovrasta per potenza, ci zittisca per sempre. Torno a rifugiarmi nelle parole di Gramsci " Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare,lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare". Nel 2010 Stehan Hessel nel suo piccolo saggio "Indignez-Vous!" si augurava che ognuno di noi avesse il proprio motivo d'indignanzione. "C'est précieux", scriveva. Abbiamo bisogno d'altro per indignarci o sceglieremo di piagnucolare poi come gli indifferenti descritti da Antonio Gramsci ?



Commenti