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LA MOLTIPLICAZIONE DELL’ODIO

  • 02spiblo02
  • 11 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Una progressione geometrica è una successione in cui il rapporto di ciascun termine (eccettuato quello iniziale) con il precedente è costante; tale rapporto costante è detto ragione della progressione geometrica (dall’Enciclopedia Treccani) . Il rapporto costante, la ragione, di quanto avviene ogni giorno davanti ai nostri occhi è l’odio. E si moltiplica con progressione geometrica. La successione degli eventi anche negli ultimi giorni è impressionante:  aumentata l’intensità degli attacchi russi in Ucraina contro la popolazione, i proclami razzisti dei ministri ultra-ortodossi israeliani che aumentano la pressione inumana dell’IDF sulla popolazione di Gaza e in Cisgiordania; risponde il terrorismo con l’attentato di Gerusalemme. Si torna a sfidare il diritto internazionale sui cieli medio-orientali e della Polonia mentre  sedicenti “misteriosi” droni attentano all’incolumità della missione umanitaria della Sumud Flotilla. L’ennesimo attentatore solitario (esito dell’abnorme possesso di armi concesso ai privati) uccide negli U.S.A. un giovane politico che pure era tra gli strenui difensori del secondo emendamento, il sostenitore trumpiano Charlie Kirk. Tutto intorno la costante di cui si parlava: odio. Rifiuto di ogni confronto, di ogni opinione diversa, di ogni dubbio.  I primi ad utilizzare frasi e termini che disconoscono il senso di responsabilità che chi ricopre cariche istituzionali dovrebbe avere sono i protagonisti della scena politica . Poche ore prima dell’attentato che è costato la vita a Kirk il Presidente Trump, riferendosi all’oggettivamente orribile omicidio di una giovane accaduto a Charlotte, ha parlato di una risposta che deve basarsi sulla “ferocia”. Da noi eccitano la piazza le sparate di Vannacci ed  i post di europarlamentari e politici di vario livello che non contengono mai una proposta ma solo provocazioni e risentimenti.  Tutto questo alimenta uno scontro irrazionale, un focolaio permanente di odio reciproco che è facilmente rintracciabile con un breve viaggio sui social, amplificatori di pensieri in disordine sparso. E’ sempre più raro trovare conversazioni nelle quali ognuno espone il proprio pensiero, anche in contrasto, cercando di argomentare e di confrontarsi in maniera civile. Imperversano invece gli anatemi, i giudizi privi di ogni fondamento che non sia una visione unilaterale e mai messa in discussione, la ripetizione di slogan standardizzati, la difesa acritica ed aprioristica dell’uno o dell’altra parte con l’agiunta frequente del vilipendio parte non trascurabile del contenuto espresso, in evidente mancanza di altra capacità dialettica. Può darsi che ciò dipenda, come scrive Rosario Aitala su Limes dalla “menzogna sistematica somministrata dai governi ai popoli (che) impedisce alle persone di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, ma anche di discernere il bene dal male” così che “Assistiamo in diretta alla ripetizione all’ennesima misura di ciò per cui abbiamo imparato a scandalizzarci su pagine e pellicole, ma restiamo indifferenti” ed appare allora chiaro che “siamo malati di corruzione etica e avvelenati dall’oblio”. Oppure sarà la fine dell’illusione di un ordine giuridico e politico fondato sul diritto (che si pretende di riscrivere ad uso e consumo della maggioranza di turno) , sulla legalità internazionale ( presa a schiaffi ogni giorno), sui diritti umani ( ormai poco più di una affermazione di principio); fatto sta che l’atmosfera si sta pericolosamente saturando. Da Oriente a Occidente, come ha avvertito il Presidente Mattarella con immagine cauta ma preoccupata, potrebbe bastare una “imprudenza nei comportamenti” per scatenare l’irreparabile.      

 
 
 

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