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I "MEO" MINISTRI

  • 02spiblo02
  • 9 ago 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Madamina, il catalogo è questo: Abodi  che a margine delle polemiche sulla disputa della partita della nazionale ad Udine contro la rappresentativa ebraica definisce Israele “stato aggredito e non aggressore”, evidentemente derubricando a fatti irrilevanti i 22 mesi di massacri seguiti all’attacco terrorista di Hamas, gli oltre 60.000 morti, la fame imposta ad una popolazione inerme. Nordio con le sue molteplici e imbarazzanti uscite in bilico tra autocrazia e spritz, tra cui le versioni alla John Belushi della scarcerazione di Almasri. L’inglese improbabile ( ma anche l’italiano smozzicato che ha ispirato Maurizio Crozza) del ministro D’Urso che d’improvviso quasi riabilita il vernacolo anglosassone sfoggiato da Renzi. Del Mastro con le sparatorie di fine anno e la gioia per i “detenuti che non respirano nell’auto della Polizia”.  Giuli che nella ricorrenza dell’attentato di Bologna va a portare una corona di fiori sul cippo che rievoca la battaglia di Canne ( 216 a.c.) , evento paradigmatico come se fosse antani. L’esaltazione dell’umiliazione scolastica perno del programma del ministro Valditara. I “carichi residuali” di Cutro e gli “impedimenti dirimenti” di Piantedosi ( qui in tandem con il già citato Nordio). Best performer Francesco Lollobrigida e Gennaro Sangiuliano,  le cui sgangherate dichiarazioni  hanno fatto la gioia di vignettisti e autori satirici, mentre quelle del vice-premier Salvini sono qui omesse per decenza ed educazione .. E’ la fotografia desolante di un esecutivo grottesco nel quale la sola Giorgia Meloni pare possedere ( con i limiti non insignificanti dell’allergia ad ogni critica ed al confronto non genuflesso ) un profilo decorosamente istituzionale. Per quanto schiacciata dalle contingenze internazionali in una posizione indeterminata a causa di  scelte che evita di mettere in dubbio almeno pubblicamente, la Presidente del Consiglio ha sino ad oggi coltivato in prevalenza un prudente silenzio ( a volte omissivo) evitando comunque gli improvvidi sfondoni nei quali si sono esibiti a più riprese ed a sprezzo del ridicolo quasi tutti i suoi ministri . Lei continua a difenderli a spada tratta ( del resto li ha scelti e non è una responsabilità da poco) ma l’inadeguatezza di costoro non può sfuggirgli e se le sfugge per salvaguardia di parte è particolarmente grave perché tali inadeguatezze hanno conseguenze per tutti noi e si riverberano nella improduttività del suo governo, sino ad oggi contraddistinto fondamentalmente da tre aspetti : moltiplicazione dei reati e delle sanatorie fiscali per gli evasori su spinta leghista e spietata caccia all’occupazione del potere dovunque esso si trovi, dalla Rai alle partecipate, ai giornali.  Si potrebbero aggiungere alla lista delle esternazioni sospese tra il cabarettistico e il vergognoso quelle di Donzelli, La Russa, Bignami, Santanché nonché, a dimostrazione di una deriva triste e apparentemente irreparabile di questa auto-dichiaratasi classe dirigente,  anche quelle della controparte politica dell’attuale maggioranza. Negli annali della satira si ricordano le (im)perdibili sortite di Toninelli ( il Tunnel del Brennero) oppure l’acuta analisi di Debora Serracchiani in risposta al discorso programmatico della prima Presidente del Consiglio donna nella storia nazionale  (“Ci sembra di scorgere già dalle prime battute di governo che vuole le donne un passo indietro rispetto agli uomini e dedite essenzialmente alla famiglia e ai figli”) . In questi ultimi casi si tratta però di esternazioni di esponenti politici di rilievo ma non di ministri, teoricamente responsabili di mettere in pratica il programma di governo e che dovrebbero, primi fra tutti, interpretare con rigore il richiamo costituzionale della “disciplina ed onore” . Si deve oggettivamente riconoscere che un florilegio di scempiaggini come quello collezionato in questi 36 mesi dai vari titolari di dicasteri non risulta presente nella ormai lunga vicenda umana e politica della Repubblica. Singolare poi che nulla scalfisca la sicumera e l’arroganza di questi “gaffeur” in servizio permanente effettivo, ma tant’è: “Noi semo Crociati e c'avemo la fé'”. Firmato Meo ( Patacca).

 
 
 

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