CUORE DI ICE
- 02spiblo02
- 8 gen
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Doveva accadere ed è accaduto. La forza scatenata dall’amministrazione Trump contro i presunti criminali immigrati ( spesso in pratica limitata a colpire i poveri cristi sottopagati e sfruttati mentre le bande criminali, potenti e danarose, la fanno franca) ha provocato la morte di una cittadina inerme, una donna che forse voleva solo protestare contro la brutalità degli agenti delle forze speciali o che forse si trovava lì solo per caso. E’ bastato un movimento frainteso con l’auto per provocare la reazione di un agente federale che l’ha uccisa. Potrebbe essere solo l’ennesimo episodio di violenza in un paese nel quale le armi circolano con maggior facilità delle sigarette, l’ennesimo sopruso della Polizia i cui agenti si ritengono troppo spesso al di sopra e al di fuori delle leggi (come qualcuno invocherebbe che fossero anche da noi); ma non è solo questo, non è più solo questo. L’omicidio di Minneapolis è la tragica rappresentazione pratica del concetto di società impersonato dall’attuale presidenza americana e dai suoi sostenitori finanziari ed ideologici, due categorie che spesso si soprappongono. Ciò che si punta a combattere ormai non è la povertà ma i poveri, non è la mancanza di equità ma la pretesa di una maggiore giustizia, non è la ricerca di una maggiore condivisione sociale ma la ricerca, determinata fino all’invenzione, del nemico da mettere all’indice, da combattere, da emarginare. Si porta alle estreme conseguenze il concetto calvinista di povertà come peccato, come dimostrazione di una indegnità umana e morale che va combattuta per non “infettare” il resto della società. Il povero ( nel senso ampio del termine che include lavoratore a basso reddito o precario) non deve intralciare gli affari, la ricerca spasmodica del successo, la rincorsa verso l’unico dio in cui davvero credono i finti baciapile negli Stati Uniti e nel mondo: il denaro. Come nella Germania guglielmina per costoro ai poveri devono pensare i preti o le famiglie ma, come scrive Roberto Ceccarelli nel suo “Odio dei Poveri” “..in silenzio. Senza mai mettere in discussione il sistema”. La logica che si persegue trova una delle sue fonti nel “Manifesto dell’Illuminismo oscuro” pubblicato nel 2012 da Nick Land, cyber-filosofo reazionario fonte di ispirazione per i regressisti americani, testo che rigetta in maniera inequivocabile la filosofia dell’eguaglianza affermando ( come riporta Alessandro Mulieri nel sinistramente illuminante “Tecnomonarchi”) che l’antropologia autentica dell’essere umano è improntata a conquista e prevaricazione. Nel “Manifesto”, dichiaratamente darwiniano, si legge che sarà “la specie più efficace a dominare il processo “ e che “pochi individui al comando controlleranno una massa di servi digitali”. Così anche Peter Thiel, Ceo di Palantir e ideologo della destra, che sostiene la necessità di individuare “un capro espiatorio” sul quale possono essere scaricate le pulsioni di violenza connaturate ad ogni società umana ed Elon Musk che prefigura apertamente, ispirandosi ad Hans Hermann Hoppe, una società elitaria che applica una “discriminazione rigorosissima a favore delle qualità umane di abilità, carattere e compatibilità culturale” che si fondi sulla capacità di comprendere “la necessità di una maggiore produttività del lavoro basata sulla proprietà privata” senza la quale non si è “propriamente parlando una persona ma ..un animale”. Ciò che appare e che viene proposto a modello è dunque un mondo che in tema di diritti sociali regredisce all’ottocento mentre si lancia verso un futuro tecnologico guidato da meccanismi manipolatori orwelliani. Qualunque aspetto umanistico è considerato un inutile intralcio, qualunque sentimento che non sia quello dell’avidità e del desiderio (da alimentare ad arte) è considerato superfluo, qualunque regola è un limite e qualunque diritto è trasformato in privilegio. Questo sta esportando la nuova America e questo è ciò che i servi obbedienti e gli invertebrati politici europei, incapaci di leggere la realtà per opportunismo o per pavidità, stanno consentendo anche oltre le loro effettive intenzioni, che prenda campo anche nei nostri paesi. Così si logorano si esauriscono giorno dopo giorno i valori ed i fondamentali delle nostre sempre più deboli democrazie. E’ necessaria, sarebbe necessaria una forte risposta di ognuno di noi prima che ci si debba ritrovare, davanti all’irreparabile, a pronunciare rabbiosi ma ormai impotenti, il titolo di un piccolo film del 2021 firmato da Pif “ e noi come stronzi rimanemmo a guardare".



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