CINQUE
- 02spiblo02
- 24 giu 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Cinque per cento : per la Nato e per l'imposta sulla vendita di opere d'arte ( svolta nei bilanci familiari degli italiani) . Cinque stelle ancora alla carica con la richiesta di riacquistare gas dalla Russia e di sospendere la fornitura di armi all’Ucraina. Cinque minuti ( qualcosa di più ma siamo lì): tra la tronfia enunciazione della tregua da parte di Trump e il lancio di missili dall'Iran ad Israele con immediata predisposizione di replica. Insomma questo numero corre e ricorre in questi giorni. Per la Cabala rappresenta la Divinità, la distinzione e la specificità. È anche ( pare) legato all'archetipo del Cercatore; simboleggia libertà, creatività, esperienza e movimento, oltre che la volontà, l'intelligenza e il genio. In pratica appare evidente che cabala e tempi non sono in sintonia. In qualche misura si potrebbe individuare la divinità nella figura di Donald Trump, che un essere superiore si ritiene per davvero e che come tale è ora pure adulato da stormi di odiatori e razzisti travestiti da penitenti. Si potrebbe ancora associare il cinque alla richiesta di innalzare al 5% del PIL il contributo europeo alla difesa in ambito NATO. Pretesa prontamente assimilata dai fedelissimi ( Spagna esclusa). Per l'Italia si ipotizza una cifra intorno ai 40 miliardi da trovare di qui a 10 anni nelle pieghe di bilanci sempre più difficili da far quadrare ed ai quali mancheranno gli introiti delle periodiche facilitazioni salviniane ai bacini di consenso. .Per l'Europa va anche peggio perché rappresenta l’ennesimo asservimento al padrone d'oltre Atlantico ed allontana l'unico obiettivo in grado di segnare una svolta nella storia continentale: la costituzione di un Europa soggetto politico unico, forte e autonomo, in grado di pesare con la somma delle proprie risorse e la tradizione dei propri valori sulla scena mondiale. Gli eventi di queste ultime due settimane hanno confermato una volta di più ( se mai ce ne fosse stato bisogno) che i nazionalismi di piccolo cabotaggio non hanno più né senso né peso. O si è una potenza ( e l’Europa potrebbe esserlo) o ci si riduce al "vassallaggio" più o meno felice ( citazione da Mattarella ). Ergo: la scelta europea non è più rimandabile. In difetto saremo foglie nel vento. Le difficoltà sono molte, tra sensi di colpa, egoismi e protagonismi, scelte di fazione. Ci si appiattisce acriticamente sulle giravolte dell'amico potente di turno oppure, come purtroppo accade in certe manifestazioni, si pretende di imporre una lettura parziale e unilaterale degli eventi, negano un ruolo all'unica Istituzione che può salvarci dalla deriva. Singolare al riguardo la posizione del M5S ( ancora il cinque) versione Conte che, mentre attacca con sacrosanto vigore la vergogna della strage di Gaza, si mostra molto più timido e quasi accondiscendente con l'altro aggressore, quello russo che non solo continua a uccidere in Ucraina anche in forza del combinato disposto della "retrocessione mediatica" e della "benevolenza" trumpiana, ma che solo pochi giorni fa ha tenuto a dimostrare la sua buona volontà dichiarando che “L’Ucraina è roba nostra”. Lascia dunque perplessi la posizione degli ex grillini, un atteggiamento che mina dalle fondamenta la stabilità di una coalizione in grado di sfidare l'attuale maggioranza. Del resto è pur vero che sin dalla sua costituzione quel movimento sconta parecchie tentazioni filo-reazionarie e lo sforzo di coinvolgerlo in un progetto progressista pare equivalere a quello di Sisifo. A pensarci bene , l'identificazione migliore di questo cinque che ci assilla è quella della smorfia napoletana dove corrisponde alla "mano", che aperta e indirizzata con forza verso certe mascelle ( più o meno volitive) potrebbe forse servire a dare la sveglia prima che sia troppo tardi.



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