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CIAO PAPA

  • 02spiblo02
  • 21 apr 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Una perdita universale. Per i credenti e per i laici.  La morte di Papa Francesco non è solo un evento di portata mondiale, è anche una ferita enorme alla speranza di un mondo più equo,  un mondo di fratellanza e di pace come il Vescovo di Roma andava predicando ovunque ed in qualunque occasione, sfidando in più occasioni i grandi della terra e da ultimo anche la morte, cui non ha voluto concedere nessuna debolezza ,volendo essere presente con la gente, la sua gente, fino all’ultimo e con ogni probabilità contro ogni invito alla prudenza.  E’ stato anzi proprio in questo ultimo mese che Jorge Mario Bergoglio ha voluto lasciare ancora di più il segno scolpendo parole nette ed importanti. Il 19 marzo, ancora ricoverato per i suoi gravi problemi di salute, ha scritto al direttore del Corriere della Sera per porre in primo piano l’importanza delle parole, troppe volte spese senza riflessione, per mera polemica , al solo scopo di guadagnare facile consenso o addirittura per sancire divisioni ed alimentare l’odio. “Non sono mai soltanto parole: sono fatti che costruiscono gli ambienti umani. Possono collegare o dividere, servire la verità o servirsene. Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la terra. C’è un grande bisogno di riflessione, di pacatezza, di senso della complessità.”  Così scriveva. In questo passaggio pare davvero di trovare quel profeta che il teologo Vito Mancuso indica nell’articolo su “La Stampa” essere il profilo più attinente alla natura del Papa appena scomparso.  Un Papa che fin dalla scelta del nome, quello del Santo visionario “che parlava ai lupi e agli uccelli e che disdegnava il potere e i potenti” come lo descrive Mancuso, aveva deciso di dare un segnale forte. Quel nome pareva sin da subito  indicare la scelta di un cammino poco diplomatico, molto poco legato alla forma e molto di più alla sostanza del messaggio evangelico. “Abitato da un fuoco divorante che gli brucia nell’anima e gli mette una fretta spasmodica, lo fa essere inquieto e inquietante.. papa Francesco, quando parlava o scriveva di Dio, non si rivolgeva alla ragione degli interlocutori, bensì al loro sentimento, alla loro passione… egli parlava di Dio per amore del mondo.” scrive ancora Mancuso nell’articolo sopra citato. E come non ritrovare questa passione nell’ultimo messaggio che nel giorno di Pasqua è stato letto da Monsignor Ravelli per l’impossibilità di Bergoglio di pronunciare per intero il suo pensiero, un testo nel quale si ritrovano però la passione, la spiritualità, l’anelito alla giustizia terrena come viatico per quella divina. L ’appello a favore dei più deboli  “Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo! Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini! Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!”, quello contro l’odio crescente ed i suoi seminatori “Preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo. In pari tempo, il mio pensiero va alla popolazione e in modo particolare alla comunità cristiana di Gaza, dove il terribile conflitto continua a generare morte e distruzione e a provocare una drammatica e ignobile” quello contro l’egoismo arrogante che pretende di innalzare muri tra le persone “vorrei che tornassimo a sperare e ad avere fiducia negli altri, anche in chi non ci è vicino o proviene da terre lontane con usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi più familiari, poiché siamo tutti figli di Dio! “ , contro la guerra “Davanti alla crudeltà di conflitti che coinvolgono civili inermi, attaccano scuole e ospedali e operatori umanitari, non possiamo permetterci di dimenticare che non vengono colpiti bersagli, ma persone con un’anima e una dignità”  Adesso è il momento dei “sepolcri imbiancati” che vergano messaggi di condoglianze conclusi i quali torneranno ad alimentare la loro violenza. Ci mancherai, “uomo venuto della fine del mondo”. 




 
 
 

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