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ANCORA....

  • 02spiblo02
  • 29 mag 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Ancora le stesse strazianti immagini: le lacrime e la disperazione di genitori, parenti, amici. Ancora appelli e condanne, analisi serie e superficiali cattiverie via social . Seguiranno con ogni probabilità fiaccolate e funerali con striscioni e applausi. Poi tornerà il silenzio;  fino al prossimo assassinio, fino alla prossima donna o ragazza che verrà massacrata perché ha detto “basta, non ci sto più”.  L’elenco si allunga quasi ogni settimana. Stavolta è toccato ad una giovanissima: Martina Carbonaro aveva 14 anni. Poco più di 18 il suo Killer, l’ex fidanzatino Alessio Tucci. Colpisce ancora di più quanto accaduto per la giovanissima età della vittima e del carnefice. Così in profondità è arrivato il veleno da inquinare la mente di un ragazzo appena uscito dalla pubertà ? Così tanto siamo incapaci, come genitori, come adulti, come società, di far comprendere il significato ed il valore di un sentimento ? La sua portata ed i suoi limiti ? Decine di migliaia di parole spese e scritte, pagine e pagine sui giornali e sulle riviste, dibattiti in televisione ma anche sui social. Cosa passa davvero di tutto questo nella testa e nel cuore se ogni settimana o quasi c’è una morte incomprensibile, ingiustificabile, scaturita da un irrefrenabile mix di egoismo e fragilità  incoffessata ? Sembra quasi che ci si abitui ormai al rito cui si è fatto cenno nelle prime righe, quasi fosse un lavacro collettivo espletato il quale si archivia quanto accaduto nel cassetto degli incubi peggiori. Sarebbe, questo lutto,   l’ennesima occasione per la politica di agire. E invece tace. Sarebbe il momento per due leader  come Giorgia Meloni ed Elly Schlein di fermarsi a ragionare insieme di quanto sta accadendo ai nostri giovani, perché accanto alle morti ci sono le violenze, lo stalking, le tante denunce fatte e le altrettante taciute. Non dico di riuscire a trovare il rimedio ( difficile farlo con qualunque tipo di provvedimento poiché sono questioni che non si risolvono con il solo imperio della legge ) ma di avviare un’azione comune per la formazione, l’educazione, il confronto e la repressione dura (  niente a che vedere con la “castrazione chimica” proposta dai medievalisti della Lega, perché, come diceva Henry Louis Mencken, «Per ogni questione complessa, c’è sempre una risposta che è semplice, persuasiva e sbagliata»). E pazienza se una scelta di questo tipo scontenterebbe i “falchi” di governo, quelli che del “machismo” si fanno un vanto e che forse in parte  contribuiscono anche ad alimentare certi stereotipi. Pazienza anche per quei settori dell’opposizione sempre intenti nell’arte minuziosa e  dannosa dei distinguo e del benaltrismo. Piuttosto chiediamoci: siamo sicuri di poterci permettere tutte queste morti ? Siamo sicuri di poterci permettere questa ignoranza sentimentale che confonde l’amore col possesso, l’esaltazione di sé a discapito degli altri ? Non possiamo perdere altro tempo. Certamente la situazione politica internazionale si impone ed a volte sovrasta l’analisi delle vicende nostrane, ma questo allarme dura da troppo tempo per poter essere ulteriormente ignorato. Mi accorgo, rileggendole, di aver riempito queste righe di punti interrogativi …Sono quelli che mi inseguono e credo di poter dire, ci inseguono da quando è arrivata la notizia dell’assassinio di Martina. Domande che interrogano la coscienza di ognuno e che non possono più, non devono più  arrestarsi davanti al primo commento idiota che viaggia nel mare di internet.  Ognuno di noi  deve cercare di dare una risposta a sé stesso , ma tutti insieme dobbiamo pretendere una risposta educativa e formativa da chi può e deve fornirla, abbandonando le alchimie di potere che non sono giustificabili davanti alle troppe vite buttate via. Serve una risposta e serve ora. Il silenzio servirà solo ad allungare la lista.  

 

 
 
 

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