12 AGOSTO
- 02spiblo02
- 12 ago 2025
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S.Anna di Stazzema è oggi un pugno di case, in gran parte disabitate, una piazza che converge verso la Chiesa intorno alla quale c’è l’ombra di giovani alberi ed un prato ben curato. Poi un percorso ormai agevole porta in cima alla montagna. Ci sono stato più volte ma anche nelle giornate di sole il silenzio e la quiete non riescono a dissolvere il senso del dramma e del dolore che quel luogo evoca. In quella stessa piazza 81 anni fa, il 12 agosto 1944, 560 persone, in gran parte donne, vecchi e bambini, vennero concentrate e trucidate dai reparti SS nazisti coadiuvati da fascisti della zona. Si trattava non di pericolosi “banditen” ( come i nazisti ed i loro sodali chiamavano i partigiani) ma di persone che si erano rifugiate in cima a quella montagna per scappare dall’orrore della guerra che imperversava e che si era incancrenita proprio sull’Appenino tra Toscana ed Emilia, lungo quel sistema di fortificazioni che era stato battezzato come “Linea Gotica” e che rappresentava l’estremo tentativo dei tedeschi di fermare l’avanzata degli anglo-americani verso la pianura padana. Quella mattina i militari di Hitler prelevarono con la forza dalle loro abitazioni i civili e li spinsero nella Piazza, nelle stalle, in alcune case e poi dettero inizio ad una mattanza che, come hanno dimostrato ricostruzioni storiche ed indagini della magistratura militare, non aveva nemmeno la flebile giustificazione della rappresaglia, dato che non era avvenuta alcuna azione partigiana in danno delle truppe di occupazione naziste. Inoltre la strage fu compiuta in quella che solo pochi giorni prima gli stessi tedeschi avevano dichiarato “zona bianca”, quindi teoricamente destinata ad accogliere civili e destinata a restare fuori dalle area di belligeranza. Questa certificazione aveva certamente favorito la concentrazione di tanta gente in una località che in tempo di pace non arriva alle trecento anime. La volontà puramente terroristica dell’azione aggrava dunque ulteriormente responsabilità e colpe degli autori e dei lori ispiratori. L’eccidio di S.Anna di Stazzema ha portato per anni, nel giorno della commemorazione, esponenti di rilievo della politica nazionale a rendere omaggio a quei 560 caduti ( per molti dei quali non è stato nemmeno possibile procedere all’identificazione, tanta è stata la brutalità e la ferocia degli assassini) ma oggi, 12 agosto 2025, nel momento in cui completo queste righe ( sono le 13) solo il Presidente Mattarella ha fatto sentire ( come fa ogni anno) la sua voce sottolineando lo “spaventoso calvario, divenuto simbolo degli orrori delle guerre, della logica di annientamento delle SS, delle disonorevoli ed esecrabili complicità fasciste". A rendere gli onori dello Stato alle vittime sarà oggi la sindaco di Genova, Silvia Salis. Da Roma il solito, fragoroso silenzio, ma non è e non può essere lo stesso che si ascolta lassù, dove il monumento-ossario svetta su un orizzonte lontano di mare e grida la verità anche a chi si rifiuta di accettarla.



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